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Cosa studia l’ecologia vegetale?

Se si pensa all’ecologia, non viene subito in mente una definizione ben precisa ed univoca che la spieghi al meglio. Sicuramente, sappiamo tutti che si tratta della scienza dei rapporti di un organismo con l’ambiente, ma vengono comunque attribuiti continuamente significati diversi e più specifici da parte degli scienziati. Più interessante è quindi studiare le particolari branche dell’ecologia, quali l’ecologia vegetale: di cosa si tratta? Cosa studia? Ringraziamo il team del blog di Gianluigi Rosafio Taurisano e Tiziana Luce Sarlino.

L’ecologia vegetale è lo studio delle relazioni che si instaurano per l’appunto tra le piante, l’ambiente fisico che le circonda e gli altri organismi. Vengono quindi studiati anche tutte le reazioni ed i bisogni ecologici che hanno le piante dei vari ecosistemi, quali la capacità di sopportare e rispondere a stress, la competizione e l’evoluzione delle stesse. Inoltre, grazie a questa scienza è possibile comprendere sul singolo gli effetti globali del cambiamento ambientale, come il cambiamento climatico e del suolo, ma non solo: viene studiata l’evoluzione e la sopravvivenza della pianta anche in particolari situazioni di luce, temperatura, precipitazioni, vento, tipi di suolo, 

relazione con la roccia madre, flora e fauna del suolo. 

Ogni pianta si adatterà infatti in modo diverso a ciascun fattore ambientale, reazioni grazie alle quali è possibile stilare una classificazione dei vari vegetali e delle loro variazioni nel tempo e nello spazio. Uno dei principali obiettivi di questa disciplina è quindi lo studio e la conservazione della biodiversità, ambito sul quale le normative vigenti vanno continuamente studiate ed aggiornate per conservarla al meglio. 

Particolari aree di ricerca in questa disciplina possono essere lo studio del funzionamento degli ecosistemi e le risposte delle piante in termini di fotosintesi, respirazione e concentrazione dei nutrienti. Un altro campo di ricerca può inoltre riguardare il biomonitoraggio degli inquinanti, mediante alcune tecniche specifiche come quella della bioindicazione e del bioaccumulo. Per procedere con queste ricerche, vengono frequentemente estratti campioni vegetali e di suolo per analizzarne i nutrienti, gli elementi in traccia ed il loro contenuto di carbonio.

I dati raccolti possono poi essere utilizzati anche per pianificare e svolgere attività di conservazione, soprattutto di quei tipi di piante rare, minacciate nei loro ambienti di origine o in via di estinzione.

Anche l’attrezzatura utilizzata nell’ecologia vegetale è molto interessante: troviamo, tra gli strumenti più diffusi, gli stereomicroscopi, i microscopi tradizionali, le camere climatiche con controllo dell’umidità, della luce e della temperatura, delle serre e vivai, attrezzatura per la pulizia dei semi, delle camere di disidratazione e dei freezer per la conservazione di alcune specie vegetali trattate. 

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